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15.06.2006

Alimentazione e yoga

Fonte: *web - **Dr. Pilar Luna Calatayud (tratto da Point Source: La lettre du conservatoire du Yoga de l’énergie – Juin 2004 n°3)

I benefici dello yoga sulla nostra salute hanno veramente senso se la pratica è inserita in un cambiamento di vita e pensiero più generali. E' inutile concepire una qualunque postura come una medicina particolare, se continuiamo ad avvelenarci con un'alimentazione poco opportuna e con atteggiamenti e situazioni stressanti: la delusione sarà commisurata alle speranze.

L’antico testo (XV sec) Hatha Yoga Pradipika cap.II.1 dice: “E ora dopo che l’asana (postura) è stabilmente acquisita, lo yogi padrone di sé stesso, deve assumere un’alimentazione salutare e moderata…”

Ma cos'è un'alimentazione sana?

*La dieta  yogica dell'Hathapradipika

La quasi totalità delle  opere relative alle pratiche yogiche normalmente riporta indicazioni tratte dai testi di riferimento, come Hathapradipika, che suggerisce, come ideale per lo Hatha yogi,  un'alimentazione a base di latte, burro chiarificato, alimenti dolci e grassi.

Era però una dieta indicata per gli Hatha yogi che praticavano, quotidianamente e intensamente, tutti gli esercizi, a volte molto faticosi, di questa disciplina e la nozione di dolce che avevano gli Hatha yogi non è certamente quella che abbiamo noi: lo zucchero bianco, che noi identifichiamo con il sapore dolce, era sconosciuto e per dolce si intendevano alimenti quali, per esempio, il riso.

L'alimentazione suggerita  da Hathapradipika, pur ammettendo le proteine di origine animale, i grassi e gli zuccheri, esclude le carni e invita alla moderazione, a non mangiare fino alla sazietà,  per non disperdere troppe energie nella digestione, con un'altra prescrizione che riguarda  la quantità: Lo yogi dovrebbe riempire due parti dello stomaco con cibo, una  terza con acqua e tenere la quarta parte libera per aiutare la digestione (Hathapradipika,  1. 58).

Gli errori alimentari

In tutte le  scritture yogiche troviamo un invito alla moderazione e al giusto mezzo. Il celebre Bhagavad  Gita afferma che lo Yoga non è per chi mangia troppo, né per chi digiuna.

Secondo  l'Ayurveda (scienza della vita), orientale, e la naturopatia (cura tramite agenti  naturali), occidentale, causa prima di tutte le malattie sono le tossine endogene, in  sanscrito Amadosha (da ama, non cotto, cioè non ben bruciato dal fuoco digestivo,  kayagni).

Sono considerati causa di Amadosha:

- gli alimenti non compatibili fra loro;
- gli alimenti pesanti (fritti e  disidratati );
- i cibi per i quali si prova avversione;
- i cibi che provocano irritazione o  gonfiore;
- l'eccesso di crudità;
- gli alimenti troppo freddi;
- i cibi rimasti troppo a lungo nell'acqua;
- l'orario irregolare dei pasti;
- l'assunzione di cibo quando si è  in collera, agitati o sotto l'influsso di una forte
  emozione;
- la masticazione insufficiente (masticare  a lungo è importantissimo).

Questi errori turbano le  normali attività neurofisiologiche, da cui dipende la giusta produzione, in quantità e  in qualità, dei succhi digestivi, e provocano, quindi, una modificazione del pH gastrointestinale che altera la chimica della digestione.

Quando l'intestino non  riesce ad assorbire, a metabolizzare e a eliminare gli alimenti, si verifica un accumulo  di scorie che dà luogo a fermentazioni e putrefazioni: da qui l'instaurarsi di fauna  batterica nociva e la produzione di tossine.

Questa alterazione porta a  soffrire di disturbi ben localizzati, come appendiciti, stitichezza, diarrea, emorroidi  ecc.; ma, poiché le tossine vengono messe in circolo dal sangue, è ovvio che ne verranno  sovraccaricati il fegato, i reni, i polmoni o la pelle e che le conseguenze potranno manifestarsi ovunque." 

Un'alimentazione salutare

I mass media da tempo stabiliscono cosa scegliere tra gli scaffali del supermercato, prediligendo alimenti sofisticati e talvolta geneticamente trasformati, devitalizzati.

In poche parole, nella maggior parte dei casi, ciò che ritroviamo sulle nostre tavole è cibo “vecchio”, morto, giunto a noi solo passando per frigoriferi che ne conservano una “freschezza” solo apparente ed esteriore.

Molto spesso ci nutriamo con cibi ipercalorici, trascuriamo alimenti ricchi di fibre grezze, eccediamo nelle proteine, nei grassi animali, nello zucchero e nel sale, e non facciamo caso alla presenza di additivi e di residui di coltivazione.
 
**Un'alimentazione salutare va equilibrata invece in base alle stagioni, alla ricchezza o povertà del paese, al clima, al modo vivere degli abitanti, al loro sesso e al loro stato di salute. Questa implica l’adattamento giudizioso della quantità e della qualità, esattamente come nella pratica delle asana.

Alle nostre latitudini è consigliabile mangiare un po’ di tutto, insistendo sulla moderazione, varietà, freschezza, preparando i cibi con poche e semplici manipolazioni, come può essere la cottura in acqua, oppure assumendoli crudi."

Nutrendo adeguatamente il fisico, diventando consapevoli delle reazioni che determinati alimenti inducono nel corpo, nella mente e nelle emozioni, possiamo mettere le basi per un lavoro più profondo ed efficace dello yoga sulla totalità dell'essere.

Riferimenti:*http://www.yogagenova.it/alimentazione.htm - **Dr. Pilar Luna Calatayud  (tratto da Point Source: La lettre du conservatoire du Yoga de l’énergie – Juin 2004 n°3)