LE STRADE DELLO YOGA

Il termine yoga, uno dei più conosciuti del grande patrimonio culturale indiano è ormai usato, e spesso abusato in tutto l'Occidente.
Deriva da una radice sanscrita yuj (unire, aggiogare) e indica un insieme di pratiche psicofisiche orientate da una parte all'unificazione e a una relazione armonica tra le diverse componenti della personalità umana, corpo, emozioni, facoltà intellettuali, dall'altra all'unificazione interiore, spirituale, alla riscoperta della dimensione del Sè, dell'Essere.

Nella cultura indiana è uno dei sei darshana, "punti di vista", considerati ortodossi dalla tradizione induista (il buddhismo per esempio è considerato eterodosso).
Se in occidente la riflessione filosofica è sempre stata orientata alla ricerca della "verità", in India tutti i sistemi di pensiero hanno ricercato piuttosto la "salvezza", l'affrancamento da una sofferenza esistenziale considerata insita nella condizione umana.

Un po' di storia
Le origini dello yoga non sono del tutto certe. Secondo le opinioni più accreditate nasce in India tra il III e il II millennio a.C. A quell'epoca risalgono infatti i reperti archeologici di Harappa e Mohenjo Daro, siti archeologici della valle dell'Indo (attuale Pakistan), che raffigurano divinità e figure ascetiche sedute in posizioni non dissimili da quelle praticate nello yoga.

I primi riferimenti scritti sono quelli riportati in alcuni testi del VII secolo a.C., le "Upanishad", che descrivono esperienze di stati di concentrazione e meditazione. All'inizio dell'era cristiana risale il testo considerato fondamentale dello "yoga classico": gli "Aforismi sullo yoga" o "Yogasutra", prima elaborazione scritta sistematica giunta fino a noi di questa pratica iniziatica tramandata fino a quel momento per via orale.